Il villaggio artistico di Boarezzo, una pinacoteca a cielo aperto

BOAREZZO – Adagiato sul fianco del monte Piombello, in Valganna, a circa 800 metri d’altezza del livello del mare, si trova un grazioso borgo impreziosito da decine di dipinti incastonati sulle facciate delle case: si tratta del villaggio artistico di Boarezzo.

Percorrendo da Varese la statale 233 in direzione Ponte Tresa, per giungere a Boarezzo, bisogna deviare verso destra una volta giunti all’abitato di Ganna e percorrere la strada provinciale 29 per circa 4 km.

Lungo il cammino subito notiamo l’entrata di una maestosa villa, con due grandi statue che ne vegliano l’entrata, si trattava dell’abitazione di Giovanni Chini, scultore di Boarezzo che negli anni 20 del 900 realizzò il grande e lussuoso albergo Piombello, in stile liberty.

In quell’epoca infatti il piccolo borgo era ambita meta di villeggiatura per lombardi e svizzeri facoltosi, almeno fino agli anni 60, quando iniziò un lento e graduale abbandono della zona.

Giunti alle porte del piccolo borgo, ad accoglierci vi è un grande masso colorato che recita “Benvenuti a Boarezzo” e poco più avanti un‘edicola votiva accompagnata dalla preghiera degli alpini, sul lato opposto della stradina una struttura in legno “villaggio artistico G.Grandi O. Tabacchi” la scritta che vi capeggia e al di sotto un elenco di cognomi… si tratta degli artisti che hanno dato vita ai dipinti presenti sulle pareti delle case.

Percorriamo quindi la stretta stradina che porta al nucleo cittadino a piedi, che grazie all’artista varesino Mario Aioli dal 1984 ha preso le sembianze di una vera e propria pinacoteca a cielo aperto. Ogni abitazione infatti è impreziosita da uno dei numerosi dipinti che rievocano non solo alcuni dei mestieri del passato ma anche scene di vita quotidiana del piccolo borgo.

Proseguiamo lungo via Chini, dove subito notiamo una casetta impreziosita da murales e su una delle pareti vi è riportata una poesia dedicata a Boarezzo in dialetto di Rattazzi.

Le casette costeggiano la stretta via e i dipinti presenti sulle pareti raccontano di antichi mestieri, imbocchiamo una stradina sulla destra e un tripudio di colori cattura la nostra attenzione. Le piccole abitazioni sono infatti impreziosite da pannelli in legno sui quali sono dipinti gli animali del bosco: uccellini, cervi, cinghiali dai colori accesi sono posizionati accanto le piccole finestre e porticine delle abitazioni.

Dopo qualche metro di cammino ci ritroviamo sulla via principale che porta alla piazzetta dove troviamo la chiesa di San Giovanni Battista sorta sui resti di una cappella risalente al 1300. Anche le pareti dell’edificio religioso sono impreziosite all’esterno da dipinti, uno rievoca la crocifissione, un altro la festa patronale.

 

Da qui proseguiamo lungo la stradina che si snoda sulla sinistra della piazzetta che porta alla fontana, una struttura coperta con una grande vasca dove le donne in passato portavano i panni a lavare. Sulle pareti dipinti che rappresentano un’anziana signora intenta a fare il bucato, una bambina che bagna il piedino all’interno della vasca che riportano alla mente situazioni di quotidianità del passato.

Non troviamo negozi o botteghe lungo il nostro cammino ma notiamo comunque diversi passanti muniti di macchina fotografica che girano con meraviglia tra le stradine del piccolo borgo.  Giunti alla piazzetta dove si trova l’associazione “Amici di Boarezzo” incontriamo un gruppo di anziani seduti ad un tavolo intenti a giocare a carte, da qui si può godere del panorama bucolico che incornicia gli edifici dai tetti rossi.

7 thoughts on “Il villaggio artistico di Boarezzo, una pinacoteca a cielo aperto”

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